Nasce il FORUM 54 Donne Elettrici

È nato il Forum 54 Donne Elettrici, nome scelto per ricordare che 54 corrisponde alla percentuale di donne sul totale degli aventi diritto di voto ticinesi.
Il Forum si propone elaborare alcune proposte politiche comuni che possano essere incluse nell'agenda politica delle Donne Elettrici da proporre alle candidate e, perché no, ai candidati.
La speranza è che questa iniziativa possa contribuire ad confermare almeno una donna in Consiglio di Stato e ad aumentare il numero delle donne elette in Gran Consiglio.

Quote rosa nei cda in Europa

Ue: quote rosa, ok a proposta 40% donne in cda

La Commissione europea ha formalmente adottato la proposta di direttiva sulle quote rosa nei cda, che impone la presenza di almeno il 40% di donne nei board delle società quotate entro il 2020 (entro il 2018 per le aziende statali). Lo ha annunciato la vicepresidente Viviane Reding con un messaggio Twitter: "È fatta".

La proposta di direttiva della Reding doveva essere varata già tre settimane fa, ma la maggioranza delle commissarie donne non l'aveva appoggiata. Inoltre un gruppo di almeno nove stati (tra i quali Gran Bretagna, Olanda, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Malta) avevano ufficializzato la propria opposizione, inviando una lettera in cui si chiedeva che la Ue si astenesse dall'intervenire in una materia ritenuta di competenza squisitamente nazionale.

Il testo rivisto ed approvato oggi impone che, a parità di qualifiche dei candidati, sia data priorità al "sesso sottorappresentato" nella scelta dei componenti non esecutivi dei consigli.

La direttiva lascia che siano i singoli stati a definire le sanzioni per le società che non si adeguano, ma chiede che esse siano "effettive, proporzionate e dissuasive" e propone misure dalle multe alla dichiarazione di nullità della nomina.

La proposta è stata fatta partendo dalla constatazione che attualmente nelle circa cinquemila società quotate europee sono uomini l'85,5% dei componenti non esecutivi ed il 91,1% degli executive.

Giornata storica per la politica grigionese

Giornata storica per la politica grigionese

29.08.2012

Per la prima volta, tre donne rivestono le cariche politiche più alte del Cantone dei Grigioni e della Confederazione. Eveline Widmer-Schlumpf è Presidente della Confederazione, Barbara Janom Steiner è Presidente del Governo ed Elita Florin-Caluori viene nominata oggi Presidente del Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni. Esattamente 125 anni fa, la grigionese Meta von Salis-Marschlins fu la prima donna a rivendicare il pieno diritto di voto e di elezione per le donne in Svizzera.

Questa combinazione, unica nella storia, ha un elevato valore simbolico. In Svizzera, i diritti politici furono conferiti alle donne soltanto 41 anni fa. A livello cantonale, la partecipazione a elezioni e votazioni è consentita alle grigionesi dal 1972, dopo che nel 1968 un primo progetto venne nettamente bocciato. 13 comuni grigionesi hanno introdotto i diritti politici per le loro concittadine soltanto nel 1983, su ordine del Cantone.

Esattamente 125 anni fa, nel 1887, nell'edizione di Capodanno del quotidiano democratico "Zürcher Post" furono pubblicati i "Pensieri eretici di una donna per il Capodanno", scritti dalla grigionese Meta von Salis-Marschlins (1855-1929). Essi ebbero l'effetto di una bomba. Infatti, per la prima volta in Svizzera, una donna rivendicava pubblicamente il pieno diritto di voto e di elezione per le donne. Il suo argomento principale: se le donne devono pagare le imposte, devono anche poter partecipare alla decisione relativa all'impiego degli introiti fiscali. E perciò, quali cittadine maggiorenni le donne devono anche essere rappresentate nelle autorità.

La lunga via, irta di ostacoli, verso i pari diritti politici raggiunge oggi un suo primo apice per le grigionesi con la nomina della nuova Presidente del Gran Consiglio. Alla base invece, la rappresentanza delle donne nella politica grigionese ristagna. Ad esempio, da anni la quota maschile in Gran Consiglio si situa intorno all'80 per cento, anche a causa dell'attuale sistema elettorale, ed è quindi una delle quote più alte nel confronto intercantonale.

1° parlamento grigionese delle ragazze l'8 novembre 2012

In occasione della giornata nazionale Nuovo futuro dell'8 novembre 2012, l'Ufficio cantonale di coordinamento per le pari opportunità invita 120 ragazze tra i 13 e i 16 anni al 1° parlamento grigionese delle ragazze nella sala del Gran Consiglio a Coira. Sotto la guida della Presidente del Gran Consiglio Elita Florin-Caluori, le ragazze discuteranno su temi scelti da loro stesse. Potranno chiedere consulenza a donne e uomini con una vasta esperienza in politica. In questo modo si intende destare nelle ragazze l'interesse ed entusiasmo per il dibattito politico e ridurre la loro riluttanza. Ulteriori informazioni sul 1° parlamento grigionese delle ragazze e il modulo d'iscrizione si possono trovare in internet all'indirizzo www.stagl.gr.ch.

Persona di riferimento:

Silvia Hofmann, responsabile dell'Ufficio di coordinamento per le pari opportunità, tel. 081 257 35 71, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Organo: Ufficio di coordinamento per le pari opportunità

Fonte: it Ufficio di coordinamento per le pari opportunità

La parità dei sessi fa bene alle imprese

Forum internazionale delle Donne di Deauville - 2011

Le eterne seconde: la carriera al femminile oggi deve fare ancora i conti con un tetto di cristallo difficile da infrangere.

Non è solo una questione di pari opportunità. Questa barriera rappresenta anche un freno alla crescita delle aziende.

Il tema è stato al centro del Forum internazionale delle Donne di Deauville, che quest'anno ha visto la presenza record di 80 Paesi.

Chi e che cosa impedisce alle donne una piena realizzazione professionale?

Oggi nell'Unione Europea i consigli di amministrazione delle grandi imprese contano in media una donna su 10. Nel 97% dei casi l'amministratore delegato è uomo.

Eppure il 60% dei diplomati è rappresentato dalla popolazione femminile.

Una situazione ormai inaccettabile secondo Viviane Reding, vice-presidente della Commissione europea e tra gli ospiti a Deauville: "Tutte le evidenze scientifiche vanno nella stessa direzione: le donne top manager fanno fatturare di più le aziende. Ho dato alle compagnie il termine di marzo del prossimo anno per sfruttare questi talenti liberamente e senza pressioni politiche. Se non cambierà nulla potremmo pensare ad avere una legislazione europea che vada nel senso delle quote rosa".

Cinque Stati membri hanno già imposto dal 30 al 40% di donne nei consigli di amministrazione delle grandi aziende.

Brigitte Grésy è stata l'autrice di un rapporto ministeriale sulla parità di genere che ha ispirato la legge promulgata in Francia nel luglio scorso. Obiettivo: arrivare al 40% delle donne nei consigli di amministrazione delle imprese con più di 500 dipendenti entro il 2017.

"Le quote servono ad aprire la porta. E poi la competenza farà il resto", dice Gresy,

Ma non basta. "C'è un movimento di professionalizzazione molto interessante", prosegue, "Nel momento in cui si cercano delle donne ci si chiede se saranno competenti e come si deve fare il mestiere di amministratore delegato. E così si aprono, ma a questo punto non solo per le donne, una serie di corsi di formazione e partnership, che alla fine serviranno anche agli uomini. Ogni volta che si parla di uguaglianza ne beneficiamo tutti".

Negli anni Ottanta la giornalista Christine Ockrent ha saputo imporsi nel mondo, allora esclusivamente maschile, dei media francesi.

"Il problema della legittimità della presenza di una donna si pone e si porrà sempre, quale che sia il livello raggiunto", dice Ockrent, "Questo è vero nei media, ma è vero in tutte le professioni. Mentre per un uomo, una volta che raggiunge un certo livello, una certa reputazione, non ci sono problemi".

C'è un fattore da considerare: uomini e donne usano forme di comunicazione differenti.

La psicologa Laurence Dejouany spiega: "Le donne hanno la tendenza a dire 'noi' e non 'io'. Questa modestia le porta a porre domande quando non capicono qualcosa, mentre gli uomini fanno finta di comsprendere. E si dà loro delle tonte, anche se la domanda interessa a tutti nel gruppo. Questo può suscitare molte incomprensioni nelle imprese, con gli uomini che dicono che le donne non sono ambiziose e non vogliono potere".

Se le donne hanno dovuto adattarsi ai codici professionali maschili, la loro presenza nel mondo del lavoro spinge gli uomini ad aprirsi ad un altro linguaggio. Poiché non risulta sempre così semplice, le imprese fanno sempre più spesso ricorso a dei coach come Marie Boy.

"C'è tutta una dimensione femminile, l'intuizione, le sensazioni, le emozioni, alla quale si ritiene non si debba dare spazio nel mondo del business", spiega Marie Boy, "Ci sono imprese che vengono da me, già da molti anni, per chiedermi di formare gli uomini perché prendano in considerazione questa dimensione nella loro carriera, l'intelligenza sensibile, nel modo in cui valutano le persone intorno a loro".

Una maggiore apertura mentale sulla parità di genere si registra nel mondo giovanile, anche grazie alla comunicazione on line.

lo sottolinea il sociologo Michel Ladet: "Noi vediamo nei social network un'arma di costruzione di massa della parità, nel dialogo, nelle conversazioni uomo-donna. E questo avrà conseguenze nelle imprese: questa uguaglianza che si impara, direi, dai 15-17-18 anni è destinata ad avere un seguito".

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Imprese che partecipano al progetto di dialogo sulla parità salariale

Fonte: Dialogo sulla parità salariale

Imprese che hanno concluso con successo il Dialogo sulla parità salariale

Novartis Pharma SA, Basilea
La Posta Svizzera, Berna
Syngenta SA, Basilea
ATA Associazione traffico e ambiente, Berna e
Herzogenbuchsee
Amministrazione cantonale bernese
Swisscom SA, Berna
Ergon Informatik AG, Zurigo
Amministrazione della città die  Berrna
RWD Schlatter SA, Roggwil

Imprese che partecipano al progetto

Tornos SA, Moutier Audemars Piguet, Le Brassus Amministrazione federale, Berna McDonald's Svizzera Honegger SA, Köniz Ericsson SA Schweiz, Zurigo upc cablecom Srl, Zurigo Huber+Suhner SA, Pfäffikon ZH Suva, Lucerna Swiss International Air Lines, Zurigo Ferrovie federali svizzere FFS, Berna (à partire da 2012)

Parità dei salari: un esempio da imitare

Autore: UNIA

Qualcosa si muove nel campo della parità. In occasione delle ultime trattative salariali, Unia ha chiesto alle imprese di esaminare i salari delle donne per appurare se vi sia discriminazione. Infatti, le lavoratrici svizzere continuano a guadagnare un quinto meno dei loro colleghi. Il 40% di questa differenza è dovuto ad un comportamento discriminatorio.

Tra le cose importanti da fare vi è quella di migliorare la trasparenza sui salari nelle imprese. Un utile strumento è il Logib, un programma elettronico, che permette appunto di esaminare le paghe delle imprese. Finora, la Novartis è stata una delle poche imprese private ad aver condotto questo esercizio.

Adesso una impresa di medie dimensioni, la Nestlé Konolfingen/Berna, ha condotto in collaborazione con Unia un esame dei salari con il Logib.
L'esercizio ha interessato 171 collaboratori, che non fanno parte dei quadri. E' emerso che la disparità salariale tra donna e uomo è del 9,4%. Questa differenza è dovuta per la maggior parte alle diverse qualifiche e caratteristiche del posti di lavoro. Resta una discriminazione salariale legata al sesso del 3,6%.

I dati indicano che resta da fare, perché le donne svolgono più spesso compiti pagati male. Questo vale anche per la fabbrica di Konolfingen.
Varie cose devono cambiare affinché le donne ottengano le stesse paghe dei loro colleghi. Il processo si estende dal momento in cui si decide la professione da svolgere a quando si ha bisogno di asili nido. Le premesse sono buone là dove i sindacati possono dire la loro nel campo dei salari. Studi dimostrano che le imprese con contratti collettivi di lavoro pagano alle donne giusti salari. 

Altre imprese adesso sono disposte ad esaminare i salari delle lavoratrici in collaborazione con Unia. Si tratta di Hero, Lindt&Sprüngli, del gigante del cemento Holcim e dell'Associazione dell'industria svizzera dei mobili (SEM). Nel settore delle pulizie se ne sta occupando la commissione paritetica e nell'industria metalmeccanica ed elettrica la commissione paritetica per i problemi della parità. In questo modo sono stati fatti passi importati per colmare il fossato delle disparità, ma altri sono necessarie. Le donne meritano di più.