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Quote rosa nei cda in Europa

Ue: quote rosa, ok a proposta 40% donne in cda

La Commissione europea ha formalmente adottato la proposta di direttiva sulle quote rosa nei cda, che impone la presenza di almeno il 40% di donne nei board delle società quotate entro il 2020 (entro il 2018 per le aziende statali). Lo ha annunciato la vicepresidente Viviane Reding con un messaggio Twitter: "È fatta".

La proposta di direttiva della Reding doveva essere varata già tre settimane fa, ma la maggioranza delle commissarie donne non l'aveva appoggiata. Inoltre un gruppo di almeno nove stati (tra i quali Gran Bretagna, Olanda, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Malta) avevano ufficializzato la propria opposizione, inviando una lettera in cui si chiedeva che la Ue si astenesse dall'intervenire in una materia ritenuta di competenza squisitamente nazionale.

Il testo rivisto ed approvato oggi impone che, a parità di qualifiche dei candidati, sia data priorità al "sesso sottorappresentato" nella scelta dei componenti non esecutivi dei consigli.

La direttiva lascia che siano i singoli stati a definire le sanzioni per le società che non si adeguano, ma chiede che esse siano "effettive, proporzionate e dissuasive" e propone misure dalle multe alla dichiarazione di nullità della nomina.

La proposta è stata fatta partendo dalla constatazione che attualmente nelle circa cinquemila società quotate europee sono uomini l'85,5% dei componenti non esecutivi ed il 91,1% degli executive.

Giornata storica per la politica grigionese

Giornata storica per la politica grigionese

29.08.2012

Per la prima volta, tre donne rivestono le cariche politiche più alte del Cantone dei Grigioni e della Confederazione. Eveline Widmer-Schlumpf è Presidente della Confederazione, Barbara Janom Steiner è Presidente del Governo ed Elita Florin-Caluori viene nominata oggi Presidente del Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni. Esattamente 125 anni fa, la grigionese Meta von Salis-Marschlins fu la prima donna a rivendicare il pieno diritto di voto e di elezione per le donne in Svizzera.

Questa combinazione, unica nella storia, ha un elevato valore simbolico. In Svizzera, i diritti politici furono conferiti alle donne soltanto 41 anni fa. A livello cantonale, la partecipazione a elezioni e votazioni è consentita alle grigionesi dal 1972, dopo che nel 1968 un primo progetto venne nettamente bocciato. 13 comuni grigionesi hanno introdotto i diritti politici per le loro concittadine soltanto nel 1983, su ordine del Cantone.

Esattamente 125 anni fa, nel 1887, nell'edizione di Capodanno del quotidiano democratico "Zürcher Post" furono pubblicati i "Pensieri eretici di una donna per il Capodanno", scritti dalla grigionese Meta von Salis-Marschlins (1855-1929). Essi ebbero l'effetto di una bomba. Infatti, per la prima volta in Svizzera, una donna rivendicava pubblicamente il pieno diritto di voto e di elezione per le donne. Il suo argomento principale: se le donne devono pagare le imposte, devono anche poter partecipare alla decisione relativa all'impiego degli introiti fiscali. E perciò, quali cittadine maggiorenni le donne devono anche essere rappresentate nelle autorità.

La lunga via, irta di ostacoli, verso i pari diritti politici raggiunge oggi un suo primo apice per le grigionesi con la nomina della nuova Presidente del Gran Consiglio. Alla base invece, la rappresentanza delle donne nella politica grigionese ristagna. Ad esempio, da anni la quota maschile in Gran Consiglio si situa intorno all'80 per cento, anche a causa dell'attuale sistema elettorale, ed è quindi una delle quote più alte nel confronto intercantonale.

1° parlamento grigionese delle ragazze l'8 novembre 2012

In occasione della giornata nazionale Nuovo futuro dell'8 novembre 2012, l'Ufficio cantonale di coordinamento per le pari opportunità invita 120 ragazze tra i 13 e i 16 anni al 1° parlamento grigionese delle ragazze nella sala del Gran Consiglio a Coira. Sotto la guida della Presidente del Gran Consiglio Elita Florin-Caluori, le ragazze discuteranno su temi scelti da loro stesse. Potranno chiedere consulenza a donne e uomini con una vasta esperienza in politica. In questo modo si intende destare nelle ragazze l'interesse ed entusiasmo per il dibattito politico e ridurre la loro riluttanza. Ulteriori informazioni sul 1° parlamento grigionese delle ragazze e il modulo d'iscrizione si possono trovare in internet all'indirizzo www.stagl.gr.ch.

Persona di riferimento:

Silvia Hofmann, responsabile dell'Ufficio di coordinamento per le pari opportunità, tel. 081 257 35 71, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Organo: Ufficio di coordinamento per le pari opportunità

Fonte: it Ufficio di coordinamento per le pari opportunità

Parità dei salari: un esempio da imitare

Autore: UNIA

Qualcosa si muove nel campo della parità. In occasione delle ultime trattative salariali, Unia ha chiesto alle imprese di esaminare i salari delle donne per appurare se vi sia discriminazione. Infatti, le lavoratrici svizzere continuano a guadagnare un quinto meno dei loro colleghi. Il 40% di questa differenza è dovuto ad un comportamento discriminatorio.

Tra le cose importanti da fare vi è quella di migliorare la trasparenza sui salari nelle imprese. Un utile strumento è il Logib, un programma elettronico, che permette appunto di esaminare le paghe delle imprese. Finora, la Novartis è stata una delle poche imprese private ad aver condotto questo esercizio.

Adesso una impresa di medie dimensioni, la Nestlé Konolfingen/Berna, ha condotto in collaborazione con Unia un esame dei salari con il Logib.
L'esercizio ha interessato 171 collaboratori, che non fanno parte dei quadri. E' emerso che la disparità salariale tra donna e uomo è del 9,4%. Questa differenza è dovuta per la maggior parte alle diverse qualifiche e caratteristiche del posti di lavoro. Resta una discriminazione salariale legata al sesso del 3,6%.

I dati indicano che resta da fare, perché le donne svolgono più spesso compiti pagati male. Questo vale anche per la fabbrica di Konolfingen.
Varie cose devono cambiare affinché le donne ottengano le stesse paghe dei loro colleghi. Il processo si estende dal momento in cui si decide la professione da svolgere a quando si ha bisogno di asili nido. Le premesse sono buone là dove i sindacati possono dire la loro nel campo dei salari. Studi dimostrano che le imprese con contratti collettivi di lavoro pagano alle donne giusti salari. 

Altre imprese adesso sono disposte ad esaminare i salari delle lavoratrici in collaborazione con Unia. Si tratta di Hero, Lindt&Sprüngli, del gigante del cemento Holcim e dell'Associazione dell'industria svizzera dei mobili (SEM). Nel settore delle pulizie se ne sta occupando la commissione paritetica e nell'industria metalmeccanica ed elettrica la commissione paritetica per i problemi della parità. In questo modo sono stati fatti passi importati per colmare il fossato delle disparità, ma altri sono necessarie. Le donne meritano di più.