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Ines Bolla (1886-1953)

«Ogni ragazzo, ogni giovinetta è un tutto misterioso e grande, che ha il suo mondo, diverso dal nostro e che noi dobbiamo amare e rispettare»
(Ines Bolla, Educazione di famiglia, Leins & Vescovi, Bellinzona, 28-9)

Nata ad Olivone, figlia della ginevrina Fanny Blanchoud e dell'avv. Plinio Bolla, "crebbe in un clima di vivace politica e polemica, fatto di notevole importanza per la formazione del suo carattere e del suo spirito, poiché gliene derivò una maturità civica che avrebbe informato poi tutta la sua vita, tutto il suo lavoro" (Iva Cantoreggi in Donne della Svizzera italiana. Dalla Saffa 1928 alla Saffa 1958, Grassi, Bellinzona 1958, 63-4). Nel 1919 diventò direttrice alla Scuola Professionale di Lugano, continuando a insegnare francese, storia e geografia, un insegnamento-vocazione il suo che andava ben oltre la precisa istruzione tecnica, e che incideva sulla formazione morale delle sue allieve. Attivissima a Radio Monteceneri, Ines Bolla lottò costantemente per migliorare la posizione della donna ticinese. Fondò il Lyceum della Svizzera Italiana, per prima rappresentò il Ticino nel Comitato centrale dell'Alleanza delle società femminili svizzere, lavorò attivamente in associazioni politiche, per la promozione del suffragio femminile, sociali e culturali. Fu la prima capo-patronessa onoraria del Nido d'Infanzia di Lugano, fu nel Comitato del circolo di lingua francese tanto che le venne conferito il titolo di "Officier d'Académie". Pubblicò diverse opere d'informazione generale ed educative e curò l'organizzazione nel 1928 della partecipazione femminile ticinese alla SAFFA, presentando uno dei primi film girati nel nostro paese "L'attività femminile nell'agricoltura ticinese" e curando il volume Donne Ticinesi. Rievocazioni, Leins & Vescovi, Bellinzona 1928.