• Donne
  • Donne1

Irene Marcionetti (1905-2004)

«Io sono la cenere
rimasta,
da un fuoco di primavera
e il vento la porta

tra alni
e erbe nuove,
Domani,
ogni traccia sarà cancellata»
(Irene Marcionetti)

Irene Marcionetti nacque nel 1905 a Sementina, dove frequentò le scuole elementari. Terminate le scuole maggiori a Bellinzona, Irene volle frequentare la scuola Tecnica Ginnasiale, riservata ai soli alunni maschi, reclamando il diritto all’istruzione anche per le ragazze. Fu la prima donna a essere ammessa grazie all’appoggio del padre, allora direttore della stessa scuola. Dopo la scuola Magistrale a Locarno, ottenne la nomina di maestra a San Nazzaro, dove insegnò per ben 45 anni. Irene Marcionetti, conservò le sue poesie, molte delle quali inedite, scritte nel periodo tra il 1930 e il 1933. Periodo in cui iniziò pure un interessante scambio epistolare con una delle voci più vive del Novecento: Sibilla Aleramo. Fin da bambina Irene manifestò il suo spirito libero e aperto. Già a partire dal 1926 collaborò con brevi brani di prosa al quotidiano “Il Dovere” dove pure emerse la sua angoscia di vivere nel testimoniare il difficile travaglio dell’emancipazione intellettuale ed esistenziale femminile. Nel 1935 Irene scrisse a Sibilla: “… Da molto tempo - a ogni mio articolo - lettere anonime erano mandate alla direzione del giornale che mi ospitava - e a me. Lettere colme di insulti e accuse - triviali bestiali stupide. Mi avvilirono - mi annientarono. Per non recare noie alla direzione: mi astenni dall’inviarle altri lavori”. Delusa visse nascosta, in solitudine, allontanandosi da tutti. Si spense a Locarno il 9 luglio 2004.