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Maria Luisa Albrizzi (1894-1985)

Figlia della luganese Pia Primavesi e dell’avvocato Giuseppe Albrizzi, nasce a Lugano nella casa paterna di Vicolo Giardino (oggi via degli Albrizzi). Sin dalla sua giovinezza dimostra un’attitudine alla dedizione e all’aiuto al prossimo e suo vivo desiderio era diventare suora missionaria, ma le condizioni di salute glielo impedirono. Vinte le prime ostilità in ambito familiare, considerata la sua entusiastica ed esuberante volontà, inizia giovinetta ad operare attraverso il circolo culturale Santa Giovanna d’Arco, che ha scopo benefico di aiuto alle missioni africane, sostenute dal sodalizio San Pietro Claver, con sede e Friburgo. Rientrata da Milano, dopo aver terminato la sua formazione presso l’Istituto delle Orsoline, non trova subito quegli sbocchi da lei desiderati, tanto che amava dire che solo in età matura potè concretizzare pienamente i suoi obiettivi, che la vedranno poi attiva in numerose organizzazioni a carattere sociale-assistenziale, sia a livello locale che cantonale. Attraverso l’Associazione delle Dame della Carità (ora Volontarie Vincenziane) di cui fu la solerte segretaria dal 1945 al 1970 – fu artefice di significative iniziative come la fondazione della “Damine della Carità” (sezione giovanile dell’Associazione madre, di cui sarà prima Presidente) e la cura, attraverso l’opuscolo commemorativo del “Sessantesimo dell’Opera (1890-1950)", delle manifestazioni per la ricorrenza, atte a far conoscere e a diffondere gli ideali dell’Opera stessa. Dirige la Biblioteca del Terz’ordine Francescano (quale terziaria francescana) e con Padre Aurelio da Lavertezzo lancia l’idea della creazione di una Casa a sostegno e in aiuto alle ragazze madri, idea che si concretizzerà con la realizzazione della Casa Santa Elisabetta, con sede a Lugano. A partire dal 1945 e per 35 anni sarà la presidente cantonale dell’Opera “Protezione della Giovane” (ora Pro Filia). Numerose, anche in questo ambito, saranno le sue iniziative, che portarono allo sviluppo e all’affermazione dell’Opera in Ticino, fino alla costruzione della nuova Casa della Giovane, in Corso Elvezia 34 a Lugano, inaugurata nel 1985. Fu tra le fondatrici della Federazione Ticinese delle Società Femminili (oggi Federazione Associazioni Femminili Ticino) della quale fu prima Presidente dal 1957, restando in carica per 15 anni, e operando alacremente per l’ottenimento del voto alla donna. Sarà promotrice e lavorerà con Emma Degoli per la realizzazione della Casa per persone anziane (ora Casa Emmi, Via Adamini 16 a Lugano-Loreto), di cui fu prima Presidente. Nel 1968 fonda l’Associazione Medaglia Miracolosa (gruppo missionario) a sostegno delle Opere dei Padri Gesuiti in India e delle missioni delle Suore di Santa Birgitta. L’attività di questa Associazione, da lei presieduta dal 1968 al 1985, assumerà un’importanza così rilevante (allargandosi in altri continenti) che nel 1981 si vide assegnato il riconoscimento della Città di Milano, “Ambrogino d’Oro”. Nel 1976 aveva pure ricevuto dal Vaticano, la “Medaglia benemerenti” per le sue “opere di bene a favore delle missioni”, attraverso l’Associazione Medaglia Miracolosa.